Femminile e Maschile: un viaggio nei Simboli tra Storia, Arte e Linguaggio Universale

Li vediamo quotidianamente disegnati, fotografati, tatuati e come nel mio caso simbolo della mia essenza e del mio brand.

Il simbolo del femminile e quello del maschile sono al giorno d’oggi considerati iconici. E come in ogni cosa, dietro il loro significato ed utilizzo, c’è sempre una storia.

L’associazione più immediata ed intuitiva è sicuramente quella che lega questi due simboli alla Sessualità. Il richiamo alle forme del corpo femminile dato dalla rotondità del simbolo, mentre la freccia richiama la forma dell’organo genitale maschile.

Entrambi sono anche legati al mondo dell’Astronomia. Il maschile è riconducibile al simbolo del pianeta Marte e quello femminile a Venere. Questi due pianeti, come anche i simboli, si rifanno alle divinità greche e romane, come testimoniano antichi scritti e iconografie.

Il simbolo maschile veniva associato alla lancia e allo scudo di Marte, dio della guerra per i romani e conosciuto come Ares tra i Greci, e di conseguenza anche alla sua forza e prestanza fisica.

Il simbolo femminile, invece, veniva associato alla dea Venere: rappresentata con uno specchio in mano. Proprio questo oggetto ben definisce le caratteristiche della divinità (nota come Venere per i romani e Afrodite tra i greci, dea della bellezza e dell’amore), la sensualità e la fecondità.

Nel corso della storia, la connotazione più generica del maschile e femminile ha inizio durante il Rinascimento.


Venere, Marte e l’Antico Giovanni da Udine, 1536

Dal Rinascimento in poi, Venere e Marte, sono state spesso inserite all’interno di opere d’arte. Sempre meno in maniera esplicita e facendo sempre più ricorso ad allegorie e simboli, che forse solo l’occhio moderno, più attento e arguto, è in grado di cogliere osservando le immagini dei due simboli che diventeranno secoli dopo vere e proprie icone dell’identità di genere e emblemi di un Linguaggio Universale.

Ideogrammi di un Alfabeto Universale

La scrittura per segni e simboli consente sia l’aggregazione tra popoli e comunità sia la divulgazione del sapere. Oggi ancora di più - con Internet, cellulari e nuovi dispositivi digitali – è possibile sintetizzare un messaggio o un concetto con l’aiuto di un simbolo, permettendoci di comunicare con una ritrovata semplicità oltre ogni barriera linguistica e culturale.

Un simbolo, rispetto alla parola scritta, è sempre stato e sarà sempre più suggestivo.

La comunicazione visiva è sicuramente una delle forme comunicative più condivise a livello globale, e la sua codificazione interlinguistica è parte integrante del bagaglio scientifico del branding di una marca.

♂️ e ♀️ vengono definiti come “simboli d’identità di genere” perché comunemente usati per denotare il sesso di tutte le forme di vita, fanno parte del sistema dei simboli universali, perché largamente diffusi e riconosciuti in tutto il mondo.

È straordinario come questi simboli generino sempre un rinnovato interesse per l’essere umano, forse perché coinvolgono una componente oggi spesso discriminante di un individuo: l’identità sessuale.

I simboli di genere “maschio” (un cerchio con sopra una freccia orientata a nord-est) e “femmina” (un cerchio con sotto una croce orientata verso il basso), fin dagli anni ’70 sono emblemi della comunità LGBT. Uno dei mantra più comuni della comunità è che “il genere è uno spettro”, ovvero che non esistono solo un genere femminile e un genere maschile, ma uno spettro continuo di generi tra questi due estremi.

La visione dello spettro del genere descrive le diverse esperienze di molti di noi, che non si riconoscono nell’identità di genere assegnatagli.

Libertà: l'ingrediente fondamentale

Alyssa Ashley ha sempre visto l’identità di genere come un qualcosa di non categorizzabile e completamente libero da ogni regola o pregiudizio.

Attraverso l’utilizzo dei simboli, diventati parte integrante del logo e dell’identità del brand, Alyssa Ashley manifesta la voglia di unione, inclusione e un desiderio di rifuggire a quelli che sono canoni e diktat imposti dalla società.

Nel mondo delle fragranze non vi è distinzione tra maschile e femminile, gli accordi comunemente classificati solo “per lui” sono ideali anche per lei. I ruoli non sono più invertiti ma mescolati e la distinzione tra i due sessi si fa sempre più labile e quasi inconsistente: i profumi sono per tutti!

Possiamo immaginare due modalità differenti di interpretare liberamente la stessa fragranza, attraverso un racconto di emozioni universali in cui tutti possiamo ritrovarci.

Alyssa Ashley crede fermamente che la libertà sia l’ingrediente fondamentale di cui andare alla ricerca, la libertà di far vivere al pubblico le proprie creazioni seguendo la sensibilità personale di ciascuno. Le fragranze seguono l’idea dell’unisex, che non distingue dal sesso così da essere perfettamente adattabili alle persone che le indossano.

Sensazioni ed emozioni sono i punti di partenza per la creazione di una fragranza che poi viene reinterpretata liberamente da donne e uomini: come una vera dichiarazione di indipendenza.

Lascia un commento

Tutti i commenti sono moderati prima di essere pubblicati