Profumo e personalità: quando la psicologia del profumo influenza la nostra vita

Vi sono profumi freschi come carni di bambini, dolci come oboi, verdi come prati, e altri, corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l’espansione delle cose infinite, come l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso, che cantano i trasporti dello spirito e dei sensi. Cit.Charles Baudelaire

Uno studio della Rockefeller University di New York ha dimostrato che le persone possono ricordare il 35% di quanto annusano, rispetto al 5% di ciò che vedono, al 2% di ciò che sentono e all’1% di quello che toccano.

L'olfatto: il più primitivo dei sensi

Esistono studi sulla vita intrauterina che danno risalto al legame madre – figlio anche attraverso l'odore. Esso assicura la continuità al feto tra dentro e fuori dal ventre della madre. Una volta conosciuto l'odore della madre, il neonato sarà guidato verso il seno materno.

È noto che l’apparato olfattivo cataloga tutte le molecole odorose con cui viene in contatto, permettendoci di riconoscere ciò che ci piace, da ciò che potrebbe rappresentare un pericolo. Il meccanismo sembra inconsapevole, ma può influenzare le nostre preferenze affettive e i nostri comportamenti quotidiani.
Un aspetto di notevole interesse (messo in luce anche da uno studio dell'Università del Salento) è il legame tra olfatto ed esperienza emotiva.
Sappiamo che gli odori stimolano gli stati affettivi; infatti, l'input del sistema olfattivo, a differenza degli altri livelli sensoriali, è incanalato nel talamo solo in parte. L'amigdala e l'ippocampo ricevono l'input indipendentemente dal talamo stesso. Questo rende l’olfatto il più “istintivo” e spontaneo di tutti i sensi: tramite esso, il nostro cervello etichetta, in frazioni di secondo, ogni odore in base alle emozioni che produce. Dunque gli odori evocano stati affettivi prima di entrare nella coscienza.

Nell'olfatto sono coinvolti processi mnemonici sia di tipo semantico che episodico, ovvero con l'olfatto noi identifichiamo, memorizziamo luoghi, persone ed emozioni; captiamo l'essenza delle cose e le riconosciamo senza vederle.
Grazie alla memoria episodica possiamo archiviare un ricordo; con la memoria olfattiva memorizziamo, invece, un particolare odore o profumo, con tutte le caratteristiche fisiche ed emotive che porta con sé. Esiste, dunque, in noi la capacità di rievocare con estrema nitidezza un’esperienza passata, quando entriamo in contatto con un determinato odore, questo perché l'olfatto è il senso che incide di più sul nostro inconscio.
E questo è il motivo per cui i ricordi scaturiti da un profumo sono immediati e nitidi.

La cultura dell'odorato 

Esistono anche aspetti come la cultura e l'educazione che condizionano la catalogazione degli odori.
Chi vive in climi caldi privilegerà odori più “forti”, in quanto le alte temperature esaltano le note a minor volatilità e rendono molto labili le note più “leggere” come quelle agrumate. Per chi invece vive a basse temperature le note di fondo sono difficilmente percepibili.
Un altro studio interessante del prof Fontanini del Dipartimento di neurobiologia e comportamento Università di New York dice che «Esiste un database delle parole che descrivono gli odori (Atlas of Odor Character Profiles)»
«Una sua analisi rivela l’importanza nell’olfatto del valore “edonico”». Il fatto che gli odori e i profumi possono cioè essere buoni o cattivi non ha nessun parallelo nella vista. Il verde, per esempio, non è né buono né cattivo. Ma l’odore di fogna è disgustoso e quello del pane appena sfornato delizioso.
Dar valore emotivo agli odori fa pensare che siano profondamente legati alla nostra sopravvivenza e alla storia della nostra specie.

Ci chiediamo se i profumi possano indicarci qualche tratto della personalità. Il muschio selvatico potrebbe rievocare la virilità, non solo di un uomo. Un profumo dolce potrebbe richiamare aspetti femminili che derivano da un odore ”primitivo” della madre. Il profumo ha, inoltre, un impatto sulla propria autostima e l'ottimismo: l'odore percepito aumenta il nostro stato di benessere che impatta, in modo virtuoso, sul rapporto con noi stessi, dunque sull'autostima.
Dunque la scia odorosa appaga corpo e mente. L'olfatto ha il grande potere di riunire mente e corpo, appunto, trasformando una sensazione fisica in una complessa esperienza emozionale e psicologica.