Vaniglia o vanillina? I misteri del profumo più amato (o quasi) al mondo

Quando parliamo delle fragranze alla Vanilla, tutti ci aspettiamo delle note gourmand che ci ricordano gli amati dolci della nonna, e che ci riportano con la memoria alla nostra infanzia spensierata.

In realtà la caratteristica dolce a cui ci riferiamo, è solo una delle sfaccettature presenti nella vaniglia, ed è garantita dalla presenza di una sua componente chimica, la vanillina, isolata per la prima volta nel 1874 dal chimico tedesco Willhelm Haarmann. A completare l’unicità di questa preziosa spezia, la più cara nel suo genere insieme allo zafferano, sono delle sfaccettature dai toni balsamici, legnosi ed amari che permettono di utilizzare la vaniglia non solo nelle composizioni gourmand, ma anche in quelle legnose, speziate ed orientali.

Ma procediamo con ordine: originaria del Messico, sin dall’antichità la vaniglia fu una materia prima amata da cuochi e profumieri per il suo aroma intenso. I nativi Totonaco, abitanti del golfo messicano prima degli Aztechi, narravano che l’orchidea tropicale fosse il frutto dell’amore travagliato tra la principessa Xanat ed il suo amante. Questi furono costretti a fuggire insieme nel bosco per nascondersi dal padre di lei, contrario alla loro unione. Furono però catturati e decapitati, ed il sangue che sgorgò’ dalla principessa dette vita alla meravigliosa pianta, a lei dedicata. All’arrivo di Hernando Cortez in Messico, gli Aztechi fecero di tutto per nascondere il prezioso aroma, ma senza successo; e a partire dal 1515 la vaniglia fu importata prima in Spagna, poi in Francia ed infine nel resto del mondo. Oggi i maggiori produttori sono Madagascar, Indonesia e Cina. Il suo odore, caldo, balsamico, ricco e delicato, con delle sfaccettature dolci e amare allo stesso tempo, ha delle caratteristiche olfattive che possono cambiare notevolmente a seconda del luogo di provenienza,:

  • la vaniglia di Tahiti sviluppa molecole odorose dai profumi fruttati e floreali
  • la vaniglia Bourbon, invece, ha una maggior presenza di vanillina, che le attribuisce un profumo più intenso
  • la vaniglia dell’Indonesia ha un profumo che ricorda il tabacco con una nota di affumicatura
  • la vaniglia messicana, infine, ha un profumo legnoso e pregiato.

Come dicevo, la vaniglia, o il suo accordo, è utilizzata nelle note di fondo di molti profumi, ed è indispensabile per le strutture olfattive delle fragranze appartenenti alle famiglie orientali. La casa Guerlain ne fà una delle materie prime più rappresentative delle sue creazioni. Partendo dallo storico Jicky, creato nel 1889 da Aimé Guerlain, divenuto il capostipite della famiglia olfattiva degli orientali, primo ad utilizzare l’estratto di Vanillina in un profumo per creare l’accordo vanigliato; a Shalimar dove per la prima volta viene utilizzata la riproduzione chimica della Vaniglia, l’ethyl-vanillina; passando per L’Heure Belue e Vol de Nuit, l’accordo di vaniglia creato dalla Maison diventa una vera e propria firma per i loro classici, talmente caratterizzante da indicarlo con un nome proprio, Guerlinade. Comunque non esiste marchio di profumeria degno di questo nome che, anche se non ha un legame così’ stretto con questa materia prima, non abbia dedicato almeno un profumo a questa nota meravigliosa. A seconda di quale sfaccettatura olfattiva si voglia evidenziare, che siano le note più dolci della vanillina, o quelle più fiorite, legnose, sensuali, gourmand; i profumi dedicati alla vaniglia sono talmente diversi ed articolati, che sembra impossibile che siano ispirati da una sola materia prima.

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