I gioielli profumati: dall’ambra grigia dei pomander alle nuove collezioni dei designer una tradizione che ha attraversato secoli di storia

I gioielli che emanano profumi sono un elemento decorativo diffuso da secoli e nel corso di questi hanno assunto diverse funzioni e valori, oggi però trovo che i gioielli profumati siano una forma di materializzazione del profumo-opera d’arte capace di sublimare due dei due sensi più spontanei e spesso sottovalutati: il tatto e l’olfatto.
Proprio per questo sono dei sublimi stimoli per la multisensorialità, unendo l’aspetto pratico (con la possibilità di ritoccare il proprio profumo in pochi secondi o addirittura di non doverlo fare per tutto il giorno) con quello estetico rappresentando in alcuni casi degli ottimi esempi di bigiotteria o gioielleria.

La storia dei pomander

Ma tutto questo i nostri antenati lo sapevano già! Le prime tracce di gioielli profumati risalgono all’antico Egitto quando entro piccoli dispenser appesi al collo a mo’ di ciondolo veniva inserito un unguento profumato. Questo accessorio, che veniva utilizzato indistintamente da uomini e donne, serviva per poter annusare o cospargersi dell’unguento quando necessario.

Ma è stato il Medioevo a dare i natali al profumo-diffusore-gioiello per eccellenza: il pomander. Il termine inglese significa letteralmente “pomo d’ambra” ed indica un piccolo contenitore (prevalentemente di forma sferica)  entro cui veniva inserito un piccolo pezzo di Ambra grigia. L’iniziale scopo di questo oggetto era più curativo e/o preventivo che decorativo. 
Si riteneva infatti che i profumi particolarmente intensi - così come doveva essere nel medioevo- come zibetto, muschio, noce moscata e soprattutto ambra grigia (per saperne di più sull’ambra grigia leggi qui cosa ho da raccontarti) potessero contrastare gli effluvi corporali degli appestati ed evitare dunque il contagio (tema duecentesco ma molto attuale!). 
La fama di questi oggetti era molto diffusa poiché considerati di gran moda e ma soprattutto necessari per la salute. Per questo motivo veniva citati spesso all’interno di poemi e opere che ne testimoniano l’interesse del pubblico:

“Pomo d’ambra, è una mela artificiale, fatta di ambra e molti altri materiali pregiati è molto profumata e conforta il cervello e difende contro la malizia dell’aria.”

Poiché le materie prime citate avevano un costo elevato venivano racchiuse in piccole gabbie realizzate con metalli preziosi che con il passare del tempo cominciarono ad assumere un vero e proprio ruolo decorativo, con pietre scaramazze e pietre preziose incastonate o con filigrane pregiatissime.
Il tutto li rendeva particolarmente costosi e pregiati perciò appannaggio di nobili e ricchi. Non è raro infatti vederli ritratti nei loro abiti sontuosi con pomander di grandi dimensioni (più era grande più aveva valore) appesi al collo, utilizzati come spilla o ancora come finali di una cintura. Ti mostro l’esempio di l'elegantissima Elisabetta I regina d’inghilterra:


Questi oggetti avevano dunque una funzione protettiva e si possono considerare un esempio di diffusore di essenze del tutto personale.
Quei diffusori di essenze che proprio negli ultimi anni hanno cominciato ad affollare mensole e comodini di tutte le case e che dichiarano in maniera sempre più evidente quanto il mondo degli odori e dell’olfatto stia riacquistando spazio nella nostra quotidianità.

Le interpretazioni contemporanee dei gioielli profumati

Ma come gli altri settori artistici stanno cogliendo questo ritorno in auge della profumeria? Puntando sulla materializzazione dell’esperienza di per se immateriale e sullo stile ovviamente!
Grandi case di moda, astri nascenti della gioielleria, designer di tutto il mondo ed immancabilmente case fragranziere hanno colto l’occasione di esprimere in maniera moderna una tradizione millenaria.

Collane profumate

Si parte dai più classici pendenti traforati contenenti all’interno materiali porosi come pietra lavica o ceramica, capaci di assorbire gli oli essenziali dei profumi e rilasciare lentamente. Ne avrai sicuramente sentito parlare e li avrai visti nelle vetrine di molte gioiellerie e bigiotterie. Oltre ad essere molto carini sono anche particolarmente indicati per le persone che presentano intolleranze epidermiche o hanno la pelle sensibile o infiammata. 
Ma la così bella è che si può scegliere di utilizzare qualunque tipo di fragranza, quindi potrai scegliere la tua preferita e farla diffondere dalla tua collana per tutto il giorno.
Le fragranze in olio hanno una resa migliore per questo io amo indossare il pomander si stile vintage con il mio olio Musk. Lo adoro!

 

Orecchini e anelli profumati

C’è anche chi punta sulla forma mignon di questi accessori per incastonarci delle minuscole ampolle di vetro contenenti dentro il proprio profumo. In questo caso non si tratta di diffusori veri e propri ma di contenitori, spesso supportati da micro-pennelli per poter spargere polsi e collo in un gesto veloce, pratico e sicuramente originale.
Su questa tipologia puntano invece i moderni designer che attribuiscono ai loro gioielli forme geometriche nette e contrastanti come le materie prime scelte: i metalli preziosi sono associati e quelli meno nobili come marmo o ceramica, il legno si sposa con vetri e cristalli che rappresentano la matrice arcaica dei contenitori di profumi rielaborando in chiave simbolica.

I tatuaggi profumati

Scommetto che proprio questa non te la saresti aspettata! Se le colline profumate sono ormai merce comune e la gioielleria ha attraversato da anni il rapporto materia-pelle, i tatuaggi trasferibili intrisi di profumo sono sicuramente una simpatica novità!
Ad averli lanciati non è un giovane volto del design ma piuttosto un brand molto noto nella profumeria di nicchia. Si tratta di patch trasferibili in stoffa imbevuti del profumo del brand discreti e altamente profumati, sicuramente un elemento che tutti noteranno, con gli occhi e con il naso!

Ora che conosci un po’ meglio uno dei tanti aspetti tangibili dei profumi, quali di questi oggetti sceglierai? 
Qualunque esso sia sarà comunque non solo un oggetto decorativo ma un simbolo del costante dialogo con il nostro passato, necessario in questo campo come in tutti, per perfezionare il futuro.